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		<title>Testimoni di libertà. Il video</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 11:12:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Il convegno]]></category>

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		<description><![CDATA[Poco più di una settimana fa si chiudeva la Giornata di studi &#8220;Carmelo, Cono e Ignazio Di Lena. Testimoni di libertà&#8221;. Per chi se la fosse persa, ecco il link al video che riassume i momenti più significativi degli interventi &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=697">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco più di una settimana fa si chiudeva la Giornata di studi &#8220;Carmelo, Cono e Ignazio Di Lena. Testimoni di libertà&#8221;. Per chi se la fosse persa, ecco il link al video che riassume i momenti più significativi degli interventi di alto valore scientifico dei relatori, che hanno presentato al pubblico le figure e le personalità di tre nasitani, siciliani e italiani illustri.</p>
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		<title>I ringraziamenti della città di Naso</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 11:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I ringraziamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[A nome della Città di Naso, il sindaco avv. Daniele Letizia ringrazia i numerosi intervenuti alla giornata di studi “Carmelo, Cono e Ignazio Di Lena, testimoni di libertà” per l’attenzione e le commosse testimonianze che hanno rivolto all’iniziativa. Il convegno &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=689">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A nome della Città di Naso, il sindaco avv. Daniele Letizia ringrazia i numerosi intervenuti  alla giornata di studi  “Carmelo, Cono e Ignazio Di Lena, testimoni di libertà” per l’attenzione  e le commosse testimonianze che hanno rivolto all’iniziativa.<br />
Il convegno è stato reso di speciale rilevanza dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e un rinnovato ringraziamento si rivolge al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alla signora Clio Bittoni Napolitano, al segretario generale della Presidenza della Repubblica dott.Donato Marra, Consigliere di Stato, al dott. Elio Berarducci, Consigliere del Presidente della Repubblica, direttore dell&#8217;ufficio della segreteria generale, Consigliere della Corte dei Conti, alle dottoresse Bernardini , Campanini e Tancredi della segreteria generale della Presidenza della Repubblica.<br />
Un particolare ringraziamento va all’assessore regionale Mario Centorrino che ha partecipato alla giornata spendendo parole di alto rilievo istituzionale, e all’on. Aldino Sardo Infirri, che ha reso una coinvolgente testimonianza durante i lavori; alla signora Pina Di Lena; al neo ministro della cooperazione internazionale e integrazione prof. Andrea Riccardi, ordinario di Storia contemporanea all&#8217;università Roma 3 e fondatore, nel 1968, della comunità di Sant&#8217;Egidio, che dopo aver consultato i documenti relativi al Convegno attraverso il blog www. testimonidiliberta.it ha formulato gli auguri di buon lavoro e successo alla giornata di studi; al Presidente della Camera dei Deputati on. Gianfranco Fini che ha fatto pervenire i propri auguri; al costituzionalista ed editorialista Michele Ainis che ha inviato i propri complimenti per l’iniziativa; alle sedi ANPI di Roma, Enna e Catania; all&#8217;Istituto Gramsci di Roma diretto dal prof Vacca e all&#8217;Istituto Gramsci siciliano presieduto dal prof. Salvatore Nicosia che ha inviato un sentito indirizzo di saluto; al prof. Giulio Napolitano per la cortese attenzione rivolta alla giornata di studi sui fratelli Di Lena.<br />
Si ringraziano per il prezioso contributo il prof. Massimo Cono Pietropaolo che ha operato con passione, competenza e tenacia all’organizzazione dell’iniziativa; l&#8217;Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Messina (al quale si deve la direzione scientifica del convegno ma anche l’organizzazione, negli anni scorsi, di altri convegni sulla figura di Francesco Lo Sardo politico e difensore dei lavoratori e su Francesco Lo Sardo e Concetto Marchesi) e in particolare il Prof. Santi Fedele e il Prof. Antonio Baglio per le loro relazioni; l&#8217;onorevole Natoli, il senatore Renda e il prof. Saglimbeni per aver rilasciato le proprie importanti testimonianze; l’on avv. Domenico Romano Carratelli per la collaborazione nel reperimento degli atti parlamentari del sen. on. Giovanni Raffaele; il servizio biblioteca del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; l&#8217;avvocato Monica Reale che ha concesso l&#8217;uso dell&#8217;archivio storico fotografico del padre Basilio; la famiglia Signorino che ha concesso l&#8217;uso del proprio archivio storico fotografico; il responsabile dell&#8217;archivio storico nasitano Aldo Cumia; Calogero Calcerano per i testi digitalizzati della storia di Naso; la società di comunicazione iTAM con Iria Cogliani, Giuseppe D’Avella, Caterina Mittiga e Alessia Cotroneo; il dott. Giandomenico Maneri e il direttore del museo diocesano Luciano Buemi Pensabene cui si devono buoni e sentiti auspici; le istituzioni scolastiche della provincia, i docenti e gli studenti dell’Istituto comprensivo “Carlo Incudine” con la preside, Antonina Gullà, e dell’Istituto per i servizi commerciali e turistici “Gepy Faranda”, con il responsabile prof. Piccione, per la loro partecipazione.<br />
Un ringraziamento alla Giunta comunale con il vicesindaco Massimo Costantino e al Consiglio comunale per intero con il suo presidente dott. Ivan Bevacqua, ail segretario comunale dottoressa Carmen Caliò, alla responsabile dell&#8217;ufficio del Sindaco Rosalia Germanotta, alla responsabile della biblioteca civica “Carlo Incudine” Fortunata Lenzo, all&#8217;ufficio anagrafe del comune di Naso con la dottoressa Sila Russo, i dipendenti comunali Nuccio Favazzi Mollica, Anna Bentivegna, Massimo Rifici, Rita Origlio, Graziella Giorgio.<br />
Si ringraziano gli onorevoli nazionali e regionali e i sindaci che hanno aderito alla manifestazione; il senatore Figurelli; il dott. Andrea Noto dell&#8217;Istituto Salvemini; la segretaria della Comunità di Sant&#8217;Egidio Stella Cervogni, la professoressa Fauzia Farneti, il prof. Silvio Van Riel, l&#8217;arch. Giovanni Minutoli della facoltà di architettura dell&#8217;Università di Firenze; il prof. Antonino Pinzone, ordinario di storia romana all&#8217;università di Messina e la sua gentile consorte; la professoressa Lia Zumbo e Renato Trassari; il corpo dei vigili urbani di Naso, il circolo culturale Vittorio Alfieri, il circolo Agatirso, la società di mutuo soccorso “La concordia”, il professor Enzo Catalioti e tutti i siti e le testate giornalistiche che hanno dato spazio al convegno.<br />
Infine, il ringraziamento ai cittadini di Naso e alla storia di Naso che nelle figure dei tre fratelli Di Lena trova testimonianza di orgoglio, civiltà e indipendenza. </p>
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		<title>Nel nome dei fratelli Di Lena. Tra ricordi, testimonianze e ricostruzioni storiche</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 11:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il convegno]]></category>

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		<description><![CDATA[Un esempio di religione civile, attenzione al territorio e politica militante che partendo da Naso ha saputo proiettarsi su scala nazionale. E&#8217; questo il messaggio che emerge al termine della giornata di studi Carmelo, Cono e Ignazio Di Lena: testimoni &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=669">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un esempio di religione civile, attenzione al territorio e politica militante che partendo da Naso ha saputo proiettarsi su scala nazionale. E&#8217; questo il messaggio che emerge al termine della giornata di studi <em>Carmelo, Cono e Ignazio Di Lena: testimoni di libertà</em> che si è svolta questa mattina al Cineauditorium di Naso. Tanti gli ospiti intervenuti, con testimonianze di alto valore politico e scientifico, tutte funzionali a tracciare il profilo storico di tre figure, tre modelli, tre figli di questa terra che hanno portato il nome di Naso e i valori di libertà e democrazia fino alla capitale.</p>
<p><a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/daniele-letizia2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-123" title="daniele letizia" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/daniele-letizia2-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" /></a>Il convegno si è aperto con la lettura del messaggio inviato dalla Presidenza della Repubblica al sindaco Daniele Letizia. Un appello alla crescita nazionale nel segno dell’unità,in cui il Presidente Napolitano, attraverso il segretario generale Donato Marra, non ha mancato di ricordare lo straordinario esempio che la vita e l’operato dei fratelli Di Lena possono e devono rappresentare per le nuove generazioni. Uno spunto che è stato raccolto e rilanciato dal primo cittadino, che ribadendo come questa giornata, per l&#8217;alto valore degli interventi ma soprattutto per l&#8217;Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica, &#8220;rimarrà scolpita nella memoria e nel cuore della nostra comunità. Grazie ai Di Lena e a Lo Sardo si è costituito a Naso un gruppo politico colto che purtroppo non esiste più. <em>Testimoni di libertà </em>è un titolo felice perché i Di Lena hanno lavorato alla creazione della nuova democrazia in Sicilia. Il loro messaggio può essere un esempio per tutti, specialmente per noi amministratori locali, per ricostruire una classe politica colta che possa rilanciare il territorio&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/mario-centorrino1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-307" title="mario centorrino" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/mario-centorrino1-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" /></a>Il totale apprezzamento per un&#8217;iniziativa &#8220;che ci permette di riscoprire i nostri padri e il loro pensiero che va mantenuto perché identitario per tutta la Sicilia&#8221; è stato espresso dall&#8217;assessore regionale alla Pubblica Istruzione Mario Centorrino: &#8220;Diceva Paolo Borsellino che un giorno la Sicilia sarà una terra bellissima. Io quel giorno voglio esserci&#8221;.<br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-670" title="Sardo Infirri" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Sardo-Infirri-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" />Dopo i saluti istituzionali, gli studenti e il pubblico intervenuto al convegno hanno assistito al primo fuoriprogramma, toccante e dall&#8217;alto valore storico, targato Sardo Infirri. L&#8217;onorevole, già sindaco del Comune di Castell&#8217;Umberto e assessore regionale alla Sanità, più volte deputato dell&#8217;Assemblea regionale siciliana, è uno dei volti storici della Sinistra e dei socialisti sui Nebrodi. Con il suo intervento ha offerto al pubblico il suo personale ricordo affettuoso di Carmelo Di Lena, l&#8217;uomo e il politico.&#8221;Da adolescenti leggevamo insieme <em>Critica sociale</em>, la più antica rivista socialista italiana e commentavamo gli articoli di personalità del calibro di Filippo Turati e Andrea Costa. Ho sempre ammirato il suo modo di essere amministratore, di stare tra la gente ma ancora di più la sua visione unitaria del territorio di Naso, che con lui conobbe un vero rilancio&#8221;.</p>
<p>A seguire sono cominciate le relazioni storiche, inaugurate da Santi Fedele,<a style="font-size: 12px; font-weight: bold; text-align: center; background-color: #fffff0;" href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/c_Santi-Fedele-ns1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-511 alignright" title="c_Santi Fedele ns" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/c_Santi-Fedele-ns1-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" /></a> ordinario di<br />
Storia contemporanea dell’ Università di Messina e direttore dell’Istituto Salvemini, che ha tratteggiato la figura di Cono Di Lena.<br />
&#8220;Cono è stato un giornalista che seppe occuparsi dei problemi reali, su tutti  la condizione femminile e le questioni sindacali che agitavano quegli anni. Sulla sua attività professionale cadde come una scure la I Guerra mondiale. All&#8217;epoca Cono ha 25 anni e interpreta il conflitto nello spirito dell&#8217; interventismo mazziniano e repubblicano. Parte, combatte e consegue vari encomi, tra cui una medaglia di bronzo. L&#8217;esperienza del primo conflitto mondiale per lui si conclude nel 1927, parecchi anni dopo la fine del conflitto,<br />
con la pubblicazione del volume <em>Pagine di eroismo</em>, una raccolta in onore dei 222 caduti di Naso che avrà apprezzamenti illustri. <a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Medagli-al-valore-Cono-Di-Lena.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-676" title="Medagli al valore Cono Di Lena" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Medagli-al-valore-Cono-Di-Lena-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel 1920 è chiamato alla segreteria amministrativa nazionale del Pri, dove spinge per la pubblicazione e diffusione di opuscoli sulle attività del partito. Su sua iniziativa il partito di dota di un organo di stampa, <em>La voce repubblicana</em>, simbolo del mazzinianesimo militante. Da questo momento Cono è protagonista di una strenua lotta antifascista, che porta alla clandestinità del partito. Nel fascicolo di polizia &#8220;dedicato&#8221; a Di Lena si scopre che Cono è sotto stretta sorveglianza. I fascisti cercano in particolare il fascettario degli abbonati alla <em>Voce repubblicana</em>, senza successo. Nel 1943 Di Lena entra nella milizia antifascista, dove rimane per 11 mesi. In questo periodo abbandona il Pri per approdare al Partito d&#8217;azione, in cui confluisce una corrente dei repubblicani. Ritorna nel Pri nel 1947 per curare fino alla morte la <em>Voce repubblicana</em>&#8220;.</p>
<p>La figura politica di Ignazio Di Lena è stata ricostruita da Antonio Baglio, ricercatore di Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina. <a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/antonio-baglio1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-390" title="antonio baglio" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/antonio-baglio1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
&#8220;La vita di Ignazio Di Lena si iscrive nella storia nazionale del Pci per oltre 40 anni e dunque nel solco nobile dell&#8217;antifascismo. Impegnato nel movimento socialista e, successivamente, nella nascita del Pcd’I, fu uno degli esponenti di spicco del movimento giovanile comunista a livello provinciale, mantenendo i contatti clandestini con le federazioni di altre province. Appartenne a quella generazione di comunisti isolani, tra cui Francesco Lo Sardo, Umberto Fiore e Pietro Pizzuto, che denunciò e combattè con coerenza e coraggio i misfatti del fascismo, pagando di persona con la privazione della libertà e il confino. Ignazio Di Lena è stato tra i 40 delegati che avevano il compito di riorganizzare il partito su scala nazionale partendo dai comitati interregionali, in particolare a Di Lena faceva capo il comitato Sicilia-Calabria-Basilicata. Per approfondire ulteriormente la storia e la figura politica di questo padre del comunismo siciliano è mia intenzione lavorare a stretto contatto con la figlia , Giuseppina Di Lena&#8221;.</p>
<p>Lo storico sindaco di Naso, Carmelo Di Lena, è stato ricordato da Massimo Cono Pietropaolo, nasitano docente al Liceo Classico Statale “Pasquale Galluppi” di Tropea. <a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Pietropaolo1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-125" title="Pietropaolo" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Pietropaolo1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
&#8220;Carmelo Di Lena, sindaco della Naso del Primo dopoguerra, dimissionario perché messo in minoranza, prima di lasciare la poltrona di primo cittadino disse: &#8220;A casa mia del Comune non ho nulla, al Comune di Naso invece ho dato tutto&#8221;. Era un uomo dalla grande capacità amministrativa, capace di stare tra la gente. Il suo impegno per le scuole del comprensorio,  che riformò, per l&#8217;illuminazione integrale del territorio nasitano, per la costruzione delle nuove vie di comunicazione verso i centri litoranei, per la composizione delle commissioni consiliari, aperte a tutte le classi sociali, resta un esempio di buona amministrazione. Il suo socialismo municipale, socialismo riportato alle dimensioni di amministrazione pubblica, è ancora oggi un modello&#8221;.</p>
<p>In conclusione, sono intervenuti i consiglieri comunali Claudio Bontempo e Filippo Rifici, che ha proposto l&#8217;intitolazione di una strada o di una piazza nasitana ai fratelli Di Lena. Hnano voluto offrire il loro contributo alla giornata di studi anche l&#8217;avvocato Sebastiano Letizia, il professor Enzo Ettari e Nino Granata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Testi di Alessia Cotroneo &#8211; iTAM Comunicazione</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il messaggio ufficiale del Presidente della Repubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 10:41:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;impegno civile e politico dei fratelli Di Lena per riconquistare la libertà e rifondare le istituzioni del paese su basi democratiche costituisce un esempio prezioso da custodire e tramandare specialmente ai giovani. In ideale continuità con i combattenti per l&#8217;indipendenza &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=650">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Messaggio-ufficiale-Presidenza-della-Repubblica.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Messaggio-ufficiale-Presidenza-della-Repubblica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;L&#8217;impegno civile e politico dei fratelli Di Lena per riconquistare la libertà e rifondare le istituzioni del paese su basi democratiche costituisce un esempio prezioso da custodire e tramandare specialmente ai giovani. In ideale continuità con i combattenti per l&#8217;indipendenza e l&#8217;unità nazionale, siamo tutti chiamati a rilanciare la crescita civile ad economica dell&#8217;Italia contribuendo alla costante e piena attuazione dei principi fondamentali della Carta costituzionale&#8221;.</p>
<p>Con un rinnovato appello alla crescita nazionale nel segno dell&#8217;unità, il saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, attraverso il segretario generale Donato Marra, ha aperto la giornata di studi sui fratelli Di Lena che si sta svolgendo in queste ore al Cineauditorium di Naso. Un messaggio in cui il più alto rappresentante della Repubblica ha ricordato lo straordinario esempio che la vita e l&#8217;operato dei fratelli Di Lena possono e devono rappresentare per le nuove generazioni.</p>
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		<title>&#8220;Il giovane Ignazio, l&#8217;amico Cono&#8221;. Il rapporto tra Lo Sardo e i Di Lena ricostruito dal professor Francesco Renda</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 10:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senatore, storico e docente universitario, il professor Francesco Renda è uno dei più importanti studiosi del movimento contadino siciliano. Nelle sue ricerche – confluite in numerose pubblicazioni (ricordiamo Storia della mafia. 1998, Vittorietti; Salvatore Giuliano. Una biografia storica. 2002, Sellerio; &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=609">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_610" class="wp-caption alignleft" style="width: 218px"><img src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/francesco-renda-208x300.jpg" alt=" width="208" height="300" class="size-medium wp-image-610" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Renda</p></div> Senatore, storico e docente universitario, il professor Francesco Renda è uno dei più importanti studiosi del movimento contadino siciliano. Nelle sue ricerche – confluite in numerose pubblicazioni (ricordiamo <em>Storia della mafia</em>. 1998, Vittorietti; <em>Salvatore Giuliano. Una biografia storica</em>. 2002, Sellerio; <em>Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri</em>. 2003, Sellerio) si è soffermato sulla figura del nasitano Francesco Lo Sardo. “Uomo degno del suo ruolo” dice il professor Renda, ricordando l’elezione al Parlamento di Lo Sardo nelle elezioni del 1924, in cui superò il candidato ufficiale del Partito Comunista Cesare Sessa. “Da quel giorno Sessa abbandonò la scena pubblica mentre Lo Sardo continuò a svolgere il suo ruolo di rappresentante dei contadini e degli operai” sottolinea. </p>
<p>Nei suoi studi su Lo Sardo, e in particolare dalle lettere scritte in carcere dal parlamentare arrestato nel 1926 su indicazione del governo fascista, il professore Renda incrocia in paio di occasioni i nomi dei fratelli Di Lena, citati o interpellati dal dirigente comunista imprigionato.<br />
<a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Ignazio_Lo-Sardored.jpg"><img src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Ignazio_Lo-Sardored-150x150.jpg" alt=" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-646" /></a> A partire dai primi anni Venti, quando un gruppo di vecchi e nuovi quadri dirigenti si riunisce intorno a Lo Sardo: tra questi, “su posizioni massimaliste unitarie o comuniste il giovane Ignazio Di Lena” (cfr. Giuseppe Miccichè, Francesco Lo Sardo, <em>Dai Tribunali alle galere fasciste per il riscatto dei lavoratori</em>, pag.21 e 108 ss.). “Sono gli anni in cui Lo Sardo aderisce al Partito Comunista e comincia ad estendere la propria influenza anche su Messina” ricorda Francesco Renda. Anni che condurranno l’uomo al carcere. </p>
<p><a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Cono_Lo-Sardored.jpg"><img src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/Cono_Lo-Sardored-150x150.jpg" alt=" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-647" /></a> Lo Sardo scrive al concittadino Cono Di Lena, allora direttore amministrativo del giornale La Voce Repubblicana dai molti penitenziari in cui fu segregato, tra cui quello di Turi di Bari in cui era rinchiuso anche Antonio Gramsci, “luogo altamente simbolico” come recentemente affermato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Conversano, in Puglia, in occasione di un omaggio al Matteotti <em>ante-litteram</em>, il martire antifascista Giuseppe Di Vagno). Il Presidente della Repubblica, era il 5 novembre 2011, ha reso “un tributo di gratitudine e commozione” a Antonio Gramsci e Sandro Pertini,  che lì strinsero amicizia con l’onorevole Francesco Lo Sardo (cfr. Mimma Paulesu Quercioli (1976), <em>Gramsci vivo nelle testimonianze dei suoi contemporanei</em>; Sandro Pertini, <em>Sei condanne e due Evasioni</em> (1984) con prefazione di Giuseppe Saragat; Paolo Spriano, <em>Storia del Partito comunista</em> vol. 4 e 6). È la fine del settembre 1927. Al “caro amico” racconta del proprio coraggio nell’accettare la sorte. Nonostante le pressioni della famiglia, Lo Sardo non chiederà mai la grazia. “Sono temprato alle sventure” legge Di Lena nella lettera del vecchio compagno che morirà in prigione nel 1931 (cfr. Francesco Lo Sardo Jr., <em>Nessuno lo dimentichi</em> (1982), con nota introduttiva di Sebastiano Saglimbeni).</p>
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		<title>L&#8217;orgoglio di Naso, prima dei fratelli Di Lena</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 20:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane abbiamo imparato a conoscere da vicino i fratelli Di Lena e la portata del loro operato, fuori e dentro i confini di Naso, il modo in cui hanno sorretto la bandiera dell’anima libertaria e democratica della città &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=460">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane abbiamo imparato a conoscere da vicino i fratelli Di Lena e la portata del loro operato, fuori e dentro i confini di Naso, il modo in cui hanno sorretto la bandiera dell’anima libertaria e democratica della città che li ha generati.</p>
<p>Nei secoli, Naso ha voluto proteggersi: lo ha fatto con le mura e lo ha fatto con le idee. Idee di uomini che hanno raccolto l’eredità dei padri fondatori e rappresentato – in ogni epoca storica – la lotta per l’indipendenza, l’autonomia, la libertà.</p>
<p style="text-align: center;">“Libera Devotos et Patriam a peste, fame et bello et a tirannica dominatione”</p>
<p>Sono le parole di San Cono, il protettore di Naso. Sono parole profetiche, in un certo senso: San Cono le pronunciò nel XII secolo, prima ancora che Naso desse prova della sua forza nella spinta verso la libertà. La <em>tirannica dominatio</em> bussò più volte alle porte di Naso, e sempre fu respinta. Fin dal XVI secolo, quando Carlo Ventimiglia, divenuto conte di Naso nel 1571, dovette giurare fedeltà ai capitoli di città, riconoscendone l’autonomia amministrativa rispetto al potere feudatario.</p>
<p>La città di Naso, dunque, sembra avere da sempre un humus culturale in grado di generare sentimenti di libertà nei suoi cittadini, una specie di “scuola nasitana dell’indipendenza” che ha portato l’aristocrazia a unirsi ai cittadini contro lo “straniero”. È questa la sua identità. Del resto, come scrive Gaetano Battaglia nella sua <em>Guida descrittiva della Sicilia</em>, “la città di Naso fu la prima in Sicilia ad abbattere il dominio feudale”, nel 1772.</p>
<p>Il XX secolo è dei fratelli Di Lena: il loro nome a Naso vuol dire orgoglio. Lo ha detto il sindaco, Daniele Letizia, lo hanno confermato tutti i relatori del convegno del 26 novembre. Ma prima dei Di Lena, altre importanti figure politiche hanno visto la luce a Naso.</p>
<p>Ignazio Perlongo, nato a Naso nel 1666, è fra i primi. “Un burocrate come l’isola non ne ha mai conosciuti” &#8211; così lo definisce la rivista <em>Il Convivio</em> – ma anche magistrato operoso, difensore della Sicilia contro la pretesa papale di considerare l’isola un feudo della Chiesa, principale interlocutore siciliano del governo austriaco, propugnatore di pratiche commerciali innovative, dal 1722 Reggente per la Sicilia nel Supremo Consiglio di Spagna. Per lui, il risanamento dell’economia del Regno passava attraverso la liberazione dal secolare dominio esercitato dai mercanti genovesi, veneziani e stranieri in genere.</p>
<p>In pieno &#8217;700, un altro nasitano condusse la lotta antifeudale: era Carmelo Controsceri, che da membro del Corpo dei Giurati della Città si oppose all&#8217;ultimo feudatario diNaso, il conte Sandoval, consentendo alla città di tornare alle vecchie prergative di città demaniale.</p>
<p>Non possiamo dimenticare la figura di Giovanni Raffaele, nato a Naso nel 1806. Partecipò al movimento liberale (dal 1830 fu membro del Comitato liberale napoletano) e si sforzò di mantenere uniti i Siciliani ai Napoletani, pur sostenendo la necessità di un&#8217;autonomia dell&#8217;isola. Fu Ministro dei Lavori pubblici durante la dittatura di Garibaldi in Sicilia (1860), e poi deputato (1864) e senatore (1876).</p>
<div id="attachment_418" class="wp-caption alignright" style="width: 243px"><a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/lo-sardo-busto1.jpg"><img class="size-medium wp-image-418" title="lo sardo busto" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/lo-sardo-busto1-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Lo Sardo</p></div>
<p>Ma se vogliamo rintracciare la continuità dei fratelli Di Lena con il passato, dobbiamo osservare l’opera di Francesco Lo Sardo, a cui l’Istituto Salvemini ha dedicato una giornata di studi, lo scorso 17 giugno. In questo blog abbiamo ospitato un’intervista (link) al professore Sebastiano Saglimbeni, che ha “incontrato” Ignazio Di Lena in un suo studio proprio su Francesco Lo Sardo. Nato a Naso nel 1871, Lo Sardo fu avvocato, sindacalista, antifascista: una vita intera spesa a lottare per la libertà, un impegno civile che lo ha portato ad essere il primo deputato siciliano comunista a sedere tra i banchi del Parlamento. Fu schedato come sovversivo dal regime fascista e per questo morì in carcere, nel 1931. Le lotte per il lavoro e per la giustizia sociale passano da Francesco Lo Sardo, nel periodo in cui fu in vita e anche dopo, nel suo ricordo. Messina, per fare un esempio, gli ha dedicato una piazza (Piazza del Popolo) e ha dato il suo nome alla Camera del Lavoro.</p>
<p>La sua opera ricorda quella di Ignazio Di Lena, con cui condivise l’attività nella federazione provinciale comunista. Anche Ignazio Di Lena fu arrestato per essere un “sovversivo”. E anche gli altri due fratelli, Carmelo e Cono, si opposero alla dittatura e lavorarono per la costruzione della nuova democrazia siciliana. Quasi a dimostrare che la spinta verso la libertà la si può avere nel sangue, la si può respirare nell’aria, la si può imparare fin da bambini, in un luogo tra i monti e il mare che si chiama Naso.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Testi di Caterina Mittiga &#8211; Itam Comunicazione</em></p>
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		<title>&#8220;Combattiva e costruttiva&#8221;. La classe politica nasitana, negli anni di Lo Sardo e Di Lena, vista da Sebastiano Saglimbeni</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 03:26:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Il professore Sebastiano Saglimbeni ha studiato e pubblicato gli scritti dal carcere del politico nasitano Francesco Lo Sardo, il primo comunista siciliano in Parlamento. Lo Sardo fu arrestato nel 1926 per aver aderito alle &#8220;Tesi di Lione&#8221;, il documento politico &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=416">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_417" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/sebastiano-saglimbeni1-150x150.jpg" alt=" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-417" /></a><p class="wp-caption-text">Sebastiano Saglimbeni</p></div> <em>Il professore Sebastiano Saglimbeni ha studiato e pubblicato gli scritti dal carcere del politico nasitano Francesco Lo Sardo, il primo comunista siciliano in Parlamento. Lo Sardo fu arrestato nel 1926 per aver aderito alle &#8220;Tesi di Lione&#8221;, il documento politico elaborato da Antonio Gramsci e presentato in clandestinità a Lione. Nel 1928 fu condannato dal Tribunale Speciale del Regime. Morì in carcere a Poggioreale di Napoli il 30 maggio 1931. Dagli scritti, che tracciano un quadro del Paese negli anni Venti, emergono al fianco di Francesco Lo Sardo le figure di Ignazio e Cono Di Lena.</em><br />
<span id="more-416"></span><br />
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<strong>Professor Saglimbeni, tra le fonti che raccontano di Ignazio Di Lena, il suo lavoro sul nasitano Francesco Lo Sardo, deputato del Partito Comunista morto ottant&#8217;anni fa in una galera fascista, è una delle più importanti. Che personaggio era Di Lena, che figura emerge dalle sue ricerche?</strong><br />
<div id="attachment_419" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/lo-sardo-parlamento1-300x215.jpg" alt=" width="300" height="215" class="size-medium wp-image-419" /></a><p class="wp-caption-text">1924, Lo Sardo sale gli scalini del Parlamento</p></div><br />
Dalla scrittura negletta del nasitano Francesco Lo Sardo, che all&#8217;inizio del 1980 ho potuto scoprire ed editare contribuendo così alla memoria di questo grande italiano, sono emersi alcuni nomi di spicco. Tra questi, i nomi  dei Di Lena, Ignazio e Cono. Il nome di Ignazio lo lessi mentre curavo il titolo Nessuno lo dimentichi, scritto, su mia sollecitazione, dal nipote, omonimo, del deputato comunista Francesco Lo Sardo. Il titolo, che era uscito a Verona in due edizioni (1981- 1982), contempla, fra l&#8217;altro, i due memoriali, del 1927 e 1928, redatti nel carcere di Regina Coeli da Lo Sardo. Con mia sorpresa, l&#8217;11 marzo del 1983, Leo Valiani, che all&#8217;inizio della sua passione politica era stato un comunista, scrisse una sua breve e incisiva nota sul &#8220;Corriere della Sera&#8221; dal titolo &#8220;In carcere per fede&#8221;. Ancora, lo stesso, che conosceva bene le vicende di Lo Sardo, quando uscì la prima edizione dell&#8217;Epistolario dal carcere, scrisse il 29 agosto del 1984 sullo stesso quotidiano un&#8217;altra nota dal titolo &#8220;Dal carcere parla la libertà”. In Nessuno lo dimentichi, a pagina 48 e 49, si legge: &#8220;Per tutto l&#8217;anno 1923 i comunisti, sotto la guida di Pietro Pizzuto, prima, e di Francesco Lo Sardo, dopo, lavorarono alla riorganizzazione del partito, ed ebbero particolare cura per i giovani, vivaio di ricche energie e di forti personalità. In quel periodo tra i giovani si distinse Ignazio Di Lena il quale si dichiarò favorevole alle organizzazioni di base di gruppi e non all&#8217;adozione di cellule. Il Di Lena fu anch&#8217;egli duramente perseguitato dal fascismo ed imprigionato più volte&#8221;. Un ventenne allora Ignazio Di Lena. A pagina 50 dello stesso titolo si legge che Lo Sardo dal carcere di Regina Coeli il 29 settembre 1927  scrisse, per ringraziarlo, al &#8220;concittadino Cono Di Lena che avrebbe voluto aiutarlo”. Lo Sardo, con la certezza che non gli avrebbe potuto togliere la prigione, lo ringraziava e gli assicurava  che non si doleva più di tanto dopo che aveva attraversato &#8220;maggiori tempeste&#8221;, come la guerra, il terremoto, la &#8220;peggiore di qualsiasi guerra&#8221;, durante il quale aveva perduto il suo unico figlio. Ignazio di Lena una limpida figura coraggiosa, che il carcere non riuscì a piegare e a fargli mutare l&#8217;idea di antifascista. Come Lo Sardo. </p>
<p><strong>I nasitani Francesco Lo Sardo e Ignazio Di Lena&#8230; Lei conosce Naso? Come giudica la classe politica nasitana negli anni di cui ci stiamo occupando? </strong></p>
<p><div id="attachment_532" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/TANO-CAPRINO-SINDACO-arch.-foto-C-300x222.jpg" alt=" width="300" height="222" class="size-medium wp-image-532" /></a><p class="wp-caption-text">Gaetano Caprino, medico, sindaco di Naso dal 1964 al 1966</p></div> Conosco la comunità di Naso dove nel 1964, fresco di laurea in Lettere, mi venne affidato dal Provveditorato agli Studi di Messina un coro di ragazzi di una lindezza interiore ed esteriore. Ne ho altre volte parlato e scritto. A Naso, in contrada Bazia, avevo trovato una casetta a pigione, dove avevo vissuto liberamente sino alla fine di settembre, in compagnia di uomini costruttivi. Tra questi, il medico Gaetano Caprino (nella foto dell&#8217;Archivio Storico Fotografico Aldo Cumia), un cultore di lettere antiche e moderne, fondatore nel 1964 del Premio di poesia Naso. Fu questo medico che mi delineò la storia della comunità di Naso e mi citò una fonte interessante che la contempla: il lavoro di Carlo Incudine scritto nel dicembre del 1881 (<em>Naso Illustrata</em>). In quegli anni che Incudine scriveva c&#8217;era pure una classe politica nasitana colta e che sapeva organizzarsi in nome dei deboli e degli analfabeti strumentali. Da lì e dai primi decenni del 1900 in Naso uomini, grandi democratici, osteggianti il facile ed oscuro profitto e la corruzione, uomini come Francesco Lo Sardo e i fratelli Di Lena. Ricordo che quella comunità di Naso di fine Ottocento e inizio Novecento non sfuggì allo storico Gino Cerrito che nel 1954 aveva pubblicato per i suoi studenti della Facoltà di Magistero di Messina una sua ricerca dal titolo “Il circolo dei lavoratori e la sezione socialista di Naso (1889-1913)”. Non si può non giudicare la classe politica nasitana negli anni di Lo Sardo e di Di Lena combattiva, costruttiva e, come tale, esemplare. Da questa, oggi i cittadini nasitani amministratori dovrebbero trarre &#8220;gli auspici&#8221;. </p>
<p style="text-align: right;"><em>Testi di Giuseppe D&#8217;Avella &#8211; iTAM Comunicazione</em></p>
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		<title>Ignazio Di Lena, protagonista della Resistenza. Il quadro storico di Antonio Baglio</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 12:11:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[I relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio Baglio, ricercatore di Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;Università di Messina, insegna Storia contemporanea e Storia dei movimenti politici e sindacali. A pochi giorni dal convegno dedicato ai fratelli Di Lena, ci offre un inquadramento &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=387">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_503" class="wp-caption alignleft" style="width: 211px"><img src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/e_Antonio-Baglio-ns-201x300.jpg" alt=" width="201" height="300" class="size-medium wp-image-503" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Baglio</p></div> <em>Antonio Baglio, ricercatore di Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;Università di Messina, insegna Storia contemporanea e Storia dei movimenti politici e sindacali. A pochi giorni dal convegno dedicato ai fratelli Di Lena, ci offre un inquadramento storico su Ignazio Di Lena, che sarà oggetto del suo intervento il 26 novembre.</em></p>
<p>“L’impegno politico di Ignazio Di Lena lo contraddistingue fin dalla gioventù: impegnato nel movimento socialista e, successivamente, nella nascita del Pcd&#8217;I, fu uno degli esponenti di spicco del movimento giovanile comunista a livello provinciale, mantenendo i contatti clandestini con le federazioni di altre province.</p>
<p>Appartenne a quella generazione di comunisti isolani, tra cui Francesco Lo Sardo, Umberto Fiore e Pietro Pizzuto, che denunciò e combattè con coerenza e coraggio i misfatti del fascismo, pagando di persona con la privazione della libertà e financo al prezzo della vita (come nel caso di Lo Sardo, morto nelle carceri fasciste nel 1931).</p>
<p>Arrestato a più riprese per la sua attività antifascista, venne alla fine del 1926 destinato al confino a Lipari e solo a seguito delle sue precarie condizioni di salute riuscì ad aver commutata la pena in ammonizione. In tutto, trascorse in carcere e al confino due anni, sette mesi e 23 giorni.</p>
<p>Non smise di portare avanti l&#8217;attività antifascista clandestina e, in conseguenza di ciò, subì nel 1941 un nuovo provvedimento di arresto e di condanna da parte del Tribunale Speciale.</p>
<p>Riacquistata la libertà con la caduta del regime fascista, lo ritroviamo, nella fase di sbandamento seguito all&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre 1943, a combattere per la difesa di Roma a Porta San Paolo contro i nazisti.<br />
Dopo la liberazione di Roma, venne inviato in Sicilia al fine di ritessere le file del partito. Vi rimase sino al 1947, quando fu richiamato nella capitale a lavorare nell&#8217;apparato di partito”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Testi di Giuseppe D&#8217;Avella &#8211; iTAM Comunicazione</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Fotografia di Antonella Tassone</em></p>
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		<title>Il ringraziamento della Città di Naso al Presidente Napolitano</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:25:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[I ringraziamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sindaco della Città di Naso, avv. Daniele Letizia, ringrazia il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per aver concesso l&#8217;onore del suo Alto Patronato alla giornata di studi su &#8220;Cono, Carmelo e Ignazio Di Lena testimoni di libertà&#8221;. &#160; Il &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=322">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/napolitano-4.jpg"><img class="size-medium wp-image-323 alignleft" title="napolitano 4" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/napolitano-4-300x215.jpg" alt="" width="188" height="135" /></a>Il Sindaco della Città di Naso, avv. Daniele Letizia, ringrazia il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per aver concesso l&#8217;onore del suo Alto Patronato alla giornata di studi su &#8220;Cono, Carmelo e Ignazio Di Lena testimoni di libertà&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/marra-1.jpg"><img class="size-full wp-image-324 alignright" title="marra 1" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/marra-1.jpg" alt="" width="173" height="149" /></a>Il Sindaco della Città di Naso, avv. Daniele Letizia ringrazia inoltre il signor Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, dott. Donato Marra, Consigliere di Stato, per l&#8217;augurio di successo formulato al convegno.</p>
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		<title>“Un’iniziativa preziosa per la comunità”. Parola di Mario Centorrino</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 18:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I relatori]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il suo sarà il contributo istituzionale, in mezzo agli interventi di carattere esclusivamente storico che formano il programma della giornata di studi. Mario Centorrino, assessore regionale alla Pubblica Istruzione e ordinario di economia presso l’Università di Messina, è stato invitato &#8230; <a class="more-link" href="http://www.testimonidiliberta.it/?p=303">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-305" title="mario centorrino" src="http://www.testimonidiliberta.it/wp-content/uploads/2011/11/mario-centorrino-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> Il suo sarà il contributo istituzionale, in mezzo agli interventi di carattere esclusivamente storico che formano il programma della giornata di studi. Mario Centorrino, assessore regionale alla Pubblica Istruzione e ordinario di economia presso l’Università di Messina, è stato invitato ad inaugurare il convegno dedicato ai fratelli Di Lena, a fianco del sindaco di Naso, Daniele Letizia. Necessaria la presenza di un uomo pubblico, in un evento come questo, dato che è la politica uno dei principali interlocutori della storia.</p>
<p>“Non sono uno storico, ma la giornata di studi dedicata ai Di Lena mi ha dato l’occasione di approfondire la conoscenza di questo capitolo di storia locale” ci racconta l’assessore.</p>
<p>“Un evento come questo fa parte di quelle iniziative preziose per la comunità, preziose per tre motivi: permettono, attraverso la ricostruzione della memoria storica, di riappropriarsi delle proprie radici culturali e di recuperare così un orgoglio dimenticato; consentono alle nuove generazioni di conoscere la realtà culturale di cui sono figli (e dobbiamo stare attenti, perché questa tendenza si sta perdendo); infine, contribuiscono a intensificare la conoscenza della lingua siciliana nelle scuole”. E proprio l’assessore ci spiega che è di questi giorni la notizia dell’approvazione da parte della V commissione regionale delle linee guida della legge che dovrebbe portare la lingua siciliana nelle classi scolastiche. In attesa che la legge si possa finalmente applicare l’assessore fa anche un annuncio: “Vogliamo organizzare due incontri tra grandi  personalità siciliane, allo scopo di individuare i temi di questa nuova materia per gli studenti dell’isola”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Testi di Caterina Mittiga &#8211; iTAM Comunicazione</em></p>
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